Gli auricolari per parlare (quasi) ogni lingua al mondo

La tecnologia è un lungo ma costante percorso che porta la vita dell’uomo ad essere sempre più facile e comoda.

Fino ad oggi, però, comunicare con il resto del mondo è stato un problema, almeno per la maggioranza della popolazione mondiale. Non è infatti più sufficiente imparare la lingua inglese per poter esprimere un proprio pensiero attraverso la voce, soprattutto con l’avanzare economico e tecnologico delle popolazioni asiatiche e arabe oggi nuove protagoniste mondiali.

E così un gruppo di studiosi di casa Google ha portato alla luce un nuovo prototipo di auricolari multimediali in grado di tradurre simultaneamente la voce di una persona e riportarla nel nostro idioma madre.

Questo apparecchio si chiama Pixel Buds e non è molto differente esteticamente dagli attuali auricolari dei concorrenti Apple, con la sola differenza che al loro interno contengono una app in grado di decodificare la voce e trasformarla nella lingua d’origine di chi la sta utilizzando.

L’applicazione sfrutta la tecnologia di Google Translate, uno tra i più famosi traduttori simultanei gratuiti presenti in internet.

Viaggiare e comunicare con i nostri interlocutori esteri non sarà dunque un problema, ma tutto è legato alla velocità della connessione a internet; in alcuni casi infatti, dove la rete non è abbastanza potente e stabile, l’esperienza di traduzione simultanea “in diretta” potrebbe non essere del tutto piacevole.

A parte questo importante dettaglio, ad oggi gli auricolari sono in grado di tradurre istantaneamente ben 40 lingue differenti per una autonomia di batteria fino a 5 ore di funzionamento.

In vendita online a partire da 129,00 dollari americani si prospetta una validissima soluzione al problema di comunicazione mondiale, a patto che i due interlocutori stiano utilizzando la stessa tecnologia nel medesimo momento (e quindi indossino gli auricolari in contemporanea).

Matteo Venturini

(da “Il Piave”